Il cinema resta uno dei migliori strumenti per veicolare un messaggio pubblicitario o promozionale, estendendosi con incisività nel settore della comunicazione e anche del business.
Sono quattro i modi per investire nel cinema da parte di un’azienda:
La coproduzione
Okay, vi abbiamo illustrato il nostro progetto cinematografico. Vi piace, vi entusiasma, volete partecipare non esclusivamente come partner commerciale ma come produttore associato o coproduttore. Beh, non è difficile: comporta la stesura di un normale contratto di associazione in partecipazione (art. 2549 cc), on relativa partecipazione agli utili e alle perdite, oppure tramite un contratto di cointeressenza (art. 2254 cc).
La pubblicità incisiva: product placement
“Una birra, grazie. Anzi no, una Estrella Galicia”. Vi sembra assurdo che un personaggio chieda una birra specifica a un barista mentre sta illustrando una rapina in banca ai suoi complici? Mica tanto. Di esempi così clamorosi e famosi ne è pieno il cinema e le fiction. Citiamo soltanto un caso di straordinario successo come la birra spagnola nel fortunato ‘La Casa de Papel’, ottenendo un’impennata di vendite e un’esposizione mediatica fortissima. Il Product Placement è, quindi, una pubblicità indiretta. È una forma di comunicazione commerciale che consiste nell’inserire un brand/prodotto all’interno di una narrazione cinematografica. Può avere diverse declinazioni, a seconda di quanto e come il brand/prodotto interviene nella narrazione. Il placement si sviluppa fondamentalmente in tre branchie:
- visuale (screen placement) il marchio è posizionato in primo piano all’interno di una scena, rendendolo ben riconoscibile;
- verbale (script placement) il marchio è richiamato dai protagonisti del prodotto audiovisivo, catturando l’attenzione dello spettatore;
- integrato (plot placement) legato ad una più complessa strategia dell’azienda sponsor, con la produzione, che sviluppa forme di pubblicità più approfondite e/o elaborate (per esempio quando il marchio si lega strettamente alla trama).
Ma perché investire in questa particolare forma promozionale?
Presto detto:
- Si effettua una spesa contenuta a fronte del potenziale ritorno in termini di pubblico raggiunto dal brand/prodotto, un pubblico ampio e diversificato;
- il band/prodotto potrà essere visibile a consumatori potenziali appartenenti a un target diverso rispetto a quello dell’usuale pubblico acquirente del brand/prodotto;
- l’ulteriore effetto di ampliamento del pubblico è anche in termini geografici, visto che con un’unica operazione di product placement si riescono a coprire più territori in modo diretto.
L'INVESTITORE ESTERNO ATTRAVERSO Il TAX CREDIT
Due parole che sono diventate ossigeno puro per l’industria del cinema italiano. Ma anche per le aziende, che vedono in questa particolare forma di finanziamento (pubblicitario e di comunicazione) un modo per fare comunicazione investendo nel cinema. Il tax credit è un incentivo fiscale dedicato per quelle aziende private che, entrando in produzione associata, vogliono investire nel cinema. Ora vediamo nello specifico quali sono i vantaggi per chi investe attraverso questa particolare forma:
- recuperano massimo del 40% come credito verso lo Stato (Ires, Irap, Irpef, Iva, contributi previdenziali e assicurativi);
- partecipano a una quota di utili derivanti dallo sfruttamento economico dell’opera audiovisiva/cinematografica;
- gli utili vengono tassati, dopo il recupero dell’apporto, solamente sul 5% del loro ammontare;
- ottengono visibilità nei titoli dei film, sul materiale e sulla campagna promozionale.
La sponsorizzazione
La sponsorizzazione resta un’attività di comunicazione e di promozione attraverso la quale un’azienda fornisce supporto -spesso finanziario- al soggetto produttore di un evento culturale, consentendo allo sponsor di valorizzare il proprio ruolo. Nel campo cinematografico la sponsorizzazione è molto simile al Product Placement, in quanto forma di finanziamento alle produzioni artistiche, ma prende in oggetto l’intera opera (programma, manifestazione, evento) ed ha un ruolo più passivo rispetto al product placement, che è limitata all’apparizione e/o citazione del brand. E qui quali sono i vantaggi per il soggetto che sponsorizza?
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promuove la propria attività attraverso canali di comunicazione innovativi;
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allarga il mercato ad aree strategiche per il proprio business;
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crea e rafforza un business network tra imprese;
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si rende protagonista dello sviluppo culturale del territorio, partecipando alla progettazione e realizzazione di iniziative creative e/o artistiche;
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usufruisce di benefici fiscali: la sponsorizzazione essendo un acquisto di servizi è soggetta a IVA, per cui il beneficiario dello sponsor deve emettere regolare fattura. Le spese di sponsorizzazione sono assimilabili alle spese di pubblicità e di rappresentanza e quindi interamente deducibili secondo le modalità previste dalla legge per ciascuna tipologia di spesa.
La legge 223/90, all’art. 8, co. 13, 14 e 15 normativizza il contratto di sponsorizzazione.

