“Terra di violenza. Terra di promesse non mantenute. Terra di parole arrugginite. Terra che vive d'apparenza. Terra maledetta, sempre sospesa nell’eterna lotta tra Bene e Male”.
Rendere protagonista un territorio, insieme ai suoi personaggi, è il sogno di ogni autore e di ogni regista. Un po’ come Manolo Montalbàn che ha reso immortale Barcellona con le avventure di Pepe Carvalho, un po’ come Jean Claude Izzo che ha reso celebre Marsiglia, un po’ come Andrea Camilleri che ha reso reali i contorni di una città immaginaria come Vigata in una calda Sicilia.
Un genere che abbraccia quei territori dove il Male si insinua nelle pieghe dei ceti sociali, creando conflitti mai sopiti e criticità irrisolte. Ed è la provincia italiana la grande protagonista di questa storia. Infatti la letteratura italiana vive le sue fortune perché a differenza di altre produzioni letterarie europee (o americane) ha una griffe particolare, quella che dimostra un grande carattere, ed è lo spirito della provincia, dove le emozioni sono amplificate, sono più autentiche e genuine.